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MUSEO SALINAS

Il Museo del Futuro: come la Digital Transformation sta rivoluzionando la fruizione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale

La Digital Transformation fornisce straordinarie opportunità anche per preservare e valorizzare il patrimonio culturale in linea con le aspettative della società e le tendenze globali.

La Digital Transformation fornisce straordinarie opportunità anche per preservare e valorizzare il patrimonio culturale in linea con le aspettative della società e le tendenze globali. 

I musei, d’altra parte, sono espressione delle società che li istituiscono e ne interpretano l’evoluzione. La tecnologia, e in particolare i personal computer sono entrati nei musei per la prima volta in Canada e Francia già nei primi anni ’60, per attività di catalogazione delle opere. Ora la pervasività delle tecnologie sta dilatando le possibilità di interazione con gli oggetti culturali e le nuove generazioni sono ormai abituate a interagire, in questi contesti, con l’ambiente circostante nei formati suggeriti dall’esperienza digitale.

Tutto ciò ha un impatto anche sui modelli di business dell’industria culturale, musei compresi, che sempre più spesso adotta tecnologie partecipative attraverso le quali aggiorna la sua funzione orientandosi alle esigenze di un pubblico sempre più segmentato. Il connubio digitalizzazione e luoghi di raccolta di storia e arte ha avuto un’accelerazione straordinaria nella crisi pandemica, che chiuse il 90% degli spazi durante i lockdown. Tuttavia, questa tendenza si allinea perfettamente con la raccomandazione dell’UNESCO, che già nel 2015 evidenziava l’importanza delle tecnologie ICT e il ruolo fondamentale dei musei nell’ambito dell’istruzione, dello sviluppo e del benessere degli individui. Una vasta letteratura, infatti, aveva già evidenziato come le pinacoteche e istituzioni simili stessero evolvendo, passando da un modello focalizzato sulla collezione a uno incentrato sull’esperienza del visitatore. Rendere unica, emozionante ed indimenticabile tale esperienza è l’obiettivo che oggi deve porsi chi offre la fruizione di un bene artistico o culturale, per differenziarsi nel proprio mercato, un mercato che non può più essere basato sulla fruizione monodimensionale e prevalentemente passiva tipica del passato. 

Oggi, molti di questi luoghi si stanno orientando verso l’offerta di un’esperienza fluida in spazi reali e virtuali, incluso l’accesso alle collezioni museali tramite Internet, tour virtuali, realtà aumentata, audioguide interattive, mappe, e altre soluzioni di fruizione innovative. Emblematico, in questo senso, il percorso intrapreso dal Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo, la più importante e antica istituzione museale della Sicilia, istituito nel 1814 per accogliere reperti del periodo preistorico, fenicio, etrusco, greco e romano che documentano le diverse civiltà dell’Isola, riaperto dopo un ammodernamento nel 2016 e ora punto di snodo di un sistema integrato con i 14 Parchi archeologici dell’Isola proprio grazie alle possibilità fornite dalla digitalizzazione. 

La partnership strategica fra il prestigioso museo palermitano e Vodafone Business ha preso le mosse proprio dalla duplice esigenza di coinvolgere in modo diverso tutti i visitatori, ed in particolare le generazioni native digitali, ma senza fughe in avanti spettacolari, nel massimo rispetto del dato scientifico di un patrimonio immateriale che è anche patrimonio identitario. Il dialogo serrato tra l’istituzione museale e le professionalità di Vodafone Business è servito a declinare la tecnologia più avanzata in chiave umanistica per costruire un’esperienza di fruizione in un mix equilibrato di emozioni e conoscenza.

Ne è scaturita una soluzione multimediale ricca ed articolata: 15 totem, postazioni immersive in Realtà Virtuale dislocate nei Parchi archeologici e nel Museo che raccoglie materiali dagli scavi di tutta l’Isola. L’infrastruttura wireless di Vodafone Business ha implementato in ciascuno dei luoghi la connessione per seguire il flusso delle informazioni di dettaglio in relazione a miti e reperti grazie a un’App con una funzione più didattica e a un podcast nel quale voci illustri della cultura raccontano queste storie. 

L’App Mobile con contenuti di realtà aumentata consente la geolocalizzazione dei reperti nei vari siti e in questo modo è utilissima per programmare la visita dei Parchi. Con i Corner di Virtual Reality, Vodafone Business riesce a far vivere le opere come al loro massimo splendore (modelli in altissima risoluzione e Digital Twin). Inoltre, l’App contiene al suo interno esperienze di gamification per coinvolgere l’utente e catturarne l’attenzione. Per esempio, assieme a Vodafone Business è stato riprodotto lo Stomachion, un gioco coniato da Archimede 2500 anni fa, una sorta di Tangram ante litteram, molto apprezzato all’epoca. 

Le diverse soluzioni, scelte per intercettare flussi di turismo scolastico, rendono l’esperienza più ingaggiante ed indimenticabile, un modo intelligente di raccontare patrimonio culturale che espande per tutti le possibilità comunicative del museo.

Un dialogo che continua, tra il Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e Vodafone Business, per esplorare le potenzialità della trasformazione digitale in relazione alla piena accessibilità dell’esperienza e rappresentare un approccio proattivo per ridefinire il ruolo di un’istituzione culturale in una società sempre più interconnessa.